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Anche se non ce ne rendiamo conto, tutto quello che facciamo è legato al respiro! Tutti i nostri atti, gesti, movimenti esterni ed interni, e le parole esprimono la qualità del nostro respiro.

Se il respiro è conscio e ritmico, anche le nostre azioni e comunicazioni saranno coscie e chiare. Al contrario, se il respiro è affannato, questa armonia viene meno e il respiro aritmico si manifesta presto in vari problemi psicofisici o relazionali. L’estenzione e la distribuzione conscia dell’energia vitale ha anche la capacità di sanare da di dentro e di riportare armonia e ritmo nel sistema.

Nella pratica dello yoga il pranayama è considerato l’incontro tra Prana e Apana. Nella Bhagavad Gita la capitolo IV si legge “ Quando Prana si offre ad Apana, e Apana di offre a Prana, questo è il Pranayama”.

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Il suono è la prima cosa che percepiamo ancora prima di nascere, quando ancora stiamo crescendo nel grembo materno. Poi alla nascita il suono è la nostra prima espressione. Poi cresciamo, diventiamo adulti, e scopriamo che la voce e il suono sono il mezzo attraverso cui comunichiamo, con cui esprimiamo gioia e dolore, con cui ci relazioniamo con il mondo esterno e con noi stessi.

Scopriamo quindi che comunicare implica ascoltare. Sentire ed esprimere suoni è dunque un attività naturale per tutti noi.

I mantra sono potenti suoni, che, se pronunciati con la giusta maniera e con la giusta intenzione, producono specifiche vibrazioni nel nostro corpo. Continua a leggere

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L’origine dei termini Brmhana e Langhana si trova nella medicina ayurvedica, la medicina naturale dell’India, che è strettamente associata alla pratica dello Yoga. Secondo l’ ayurveda tutte le forme terapeutiche possono essere suddivise in due grandi gruppi: quelle che nutrono il corpo, facendo sviluppare i tessuti organici (brmhana), e quelle che rimuovono sostanze dall’organismo (langhana).

Si puo dire che quasi tutti i metodi terapeutici suggeriti dall’ayurveda fanno parte del gruppo langhana visto che tendono a ridurre, eliminare qualcosa per ripristinare l’equilibrio.

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Lo yoga è essere presenti , atha = adesso, ora , qui in questo momento. Nello yoga è importante essere presenti non solo con il corpo e con il respiro ma con la mente e i sensi. Questo viene chiamato samgati cioè tutti i veicoli a nostra disposizione sono coinvolti e cerchiamo di conoscerli e svilupparli armoniosamente insieme

Una presenza mentale che deve accompagnarci durante tutta la pratica. In questo contesto di grande utilità è il Bhavana. Continua a leggere

I piedi sono una parte molto importante del nostro corpo perche ci permettono di camminare, correre, stare eretti eppure è anche la parte che meno consideriamo durante la nostra giornata, li teniamo sempre chiusi dentro le nostre scarpe senza mai averne consapevolezza.

I nostri piedi sono come le radici di un albero, se non sono forti, stabile e in salute, tutto l’albero ne risentirà e non potra crescere nel migliore dei modi. Infatti Molti problemi comuni alle ginocchia, al bacino, alla colonna, alla posture possono essere causati da uno squilibrio a livello dei piedi.

La pratica dello yoga a piedi nudi ci permette invece di riacquisire consapevolezza dei nostri piedi, di imparare ad appoggiarli correttamente a terra, di camminare meglio e prevenire o risolvere tutti i problemi connessi .

I piedi diventeranno sempre piu aperti e si radicheranno meglio a terra. Tutte le posizioni yoga, soprattutto quelle in piedi, sono influenzate dalla corretta posizione attivazione dell’arco plantare dei piedi perché possono cambiare totalmente gli allineamenti del corpo.

Il pada bandha consiste nell’attivazione degli archi plantari e a salire di tutti i muscoli della gamba fino alla zona pelvica e oltre a radicare bene i piedi a terra, favorisce un’ azione drenante, migliora la circolazione linfatica ed elimina le tossine.

Per imparare ad attivare il pada bandha meglio iniziare dalla posizione in piedi.

In questo video ti mostrero come fare.

Nella pratica dello yoga le posizioni sedute sono considerate le piu importanti, in quanto particolarmente indicate sia per le tecniche di respirazione controllata (pranayama) che per le pratiche meditative,i due stadi a cui ogni praticante yoga dopo il lavoro sul corpo dovrebbe aspirare per il raggiungimento della gestione dello stress e del poprio benessere.

Per migliaia di anni, le persone di ogni parte del mondo si sono sedute a terra con le gambe incrociate. Questa abitudine con l’avanzare dei tempi , nei paesi moderni occidentalizzati, è andata persa, tutti trascorriamo ormai molto tempo seduti sulla sedie, sulle poltrone, nelle macchine, abitudini che con il passare degli anni influiscono negativamente sulla mobilità delle nostre anche e sui muscoli della schiena.

La difficoltà di queste posture sta nel mantenere contemporaneamente le gambe rilassate e la colonna vertebrale ben eretta. La schiena dovrebbe rimanere ben allungata durante tutto il mantenimento della postura , presupposto fondamentale per permettere al respiro di scorrere senza ostacoli.

La maggior parte di coloro che inizia a fare yoga ha difficolta, quindi, nel mantenimento delle posizioni sedute. Anche io quando ho iniziato a fare yoga avevo difficolta a stare comodamente seduta a terra.

Ma con il tempo e con la pratica, le tensioni spariscono e la schiena si rinforza. Sarà, quindi, necessario, prima di assumerle in modo confortevole, lavorare molto sullo scioglimento delle anche e sul raffonzamento dei muscoli dorsali, e le altre posizioni dello yoga che ci aiuteranno in tal senso durante la pratica.

E’ possibile utilizzare, ad ogni modo, dei supporti per rendere piu facile la posizione, basta sedersi all’altezza del bacino su delle coperte ripiegate o meglio un cuscino che non sia troppo morbido in modo da dare maggior sostegno alla schiena e da alleggerire il lavoro sulle anche portandole alla stessa altezza delle ginocchia: